category: mare, amici, passato
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Mi ricordo di quell’estate come quella del mio primo vero gruppo, con quella pazza di Doris a fare da collante. Ero timida e pure bruttina mica male, con quel taglio a scodella che lasciamo perdere.
Quindici anni aspri.
A casa avevo gli amici profondi, pochi da tenere tutti in una mano, non un gruppo. I miei rapporti erano personali, di confidenza, di uscite tra pochi, in due o tre. Le dinamiche della collettività mi facevano arrancare. Stavo zitta, perlopiù, quindi scomparivo. E sinceramente non ero fatta per scomparire, quindi preferivo dinamiche più raccolte.
In breve, ero una rottura di palle già allora.
Il mare era bellissimo in quella Basilicata brusca, deserta per chilometri intorno. Avevamo un nido, con le tende e i letti a castello, quelle strane pensiline a listelli di legno che ci evitavano il fastidio di affondare con i piedi nella sabbia mista agli aghi di pino.
Doris era espansiva e piena di energia, la tipica ragazza curata, che si sa truccare e vestire, in città probabilmente non mi avrebbe degnato di uno sguardo. Ma lì eravamo in un altro mondo e lei non era così superficiale come voleva far credere, bastava grattare via un po’ della superficie dorata. E poi c’erano i tre romani. Tre ragazzi così diversi. Un angelo biondo, Jim Morrison sui generis, che Doris idolatrava. Un altro che sembrava sempre altrove, con gli occhi blu e un sorriso obliquo. E uno pieno di riccioli, che mi voleva bene.
Tanti altri metto sullo sfondo di quell’estate. Tanti nomi, tante persone, tante feste, tanta spiaggia, tanto stiamo insieme, tanto vieni anche tu, si, tu, quella timida, con quelle salopette colorate e i capelli da maschio, quella che a volte non sa cosa dire, quella che ha sempre paura di sembrare fuori posto.
Io avevo una storia da raccontare. La ricordavo a memoria, la recitavo in spiaggia la sera per tutti quelli che me la chiedevano. Era una storia scema che faceva un po’ paura. Non me la ricordo, ma ricordo come mi sentivo.
Avevo una parte. Nella rappresentazione c’ero anche io.
Amarcord.
PS Quello con i ricci ha fatto poi il fotografo. E, a dirla tutta, è parecchio bravo.







