giovedì, 03 settembre 2009
author: abigaill
category: parole, aria
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Impara a tenerlo in bocca il sapore delle cose.

E scrivilo, che così un po’ di saliva te la togli da sotto la lingua e la sputi sul foglio.

Lei ti ha preso sul serio: crede a quello che sai scrivere. Ma ti chiede un passo in più. Non mostrarmi quello che hai fatto fino ad ora, mostrami cosa da ora puoi fare. Guarda avanti.

Prenditi sul serio anche tu. Basta con le celebrazioni di quello che è stato. Continua a vibrare, asseconda il movimento. Non crogiolarti nei traguardi già raggiunti. C'è n'è uno nuovo di fronte a te, forse quello che più desideri. 

Puoi reggere questo peso. Lo conosci. Si chiama aspettativa. L'hai avuta sulle spalle per tanti anni e per motivazioni meno utili ai tuoi fini. Ora basta reggerla il tempo che ti serve a partorire di nuovo quella storia. Loro aspetteranno il tempo necessario.

L'ha detto anche lei, non avere fretta. La voce l'hai trovata, si sente dal racconto. Hai abbandonato la pomposa didascalia della prima giovinezza per approdare ad un mondo di personaggi credibili e di storie. Continua su quella strada, non mollare.

E soprattutto smettila di cercare equilibri immobili, di stare in cima ad una sedia alta in silenzio per non essere preda dell’animale che ti abita. Decidi di addomesticarlo. Ora gli strumenti li hai: sono tutti nelle tue mani. 

Scrivi, scrivi, scrivi. E quando hai preso coraggio, vai in giardino e sveglia il gigante che dorme sotto l'albero.

giovedì, 20 novembre 2008
author: abigaill
category: mondo, aria, futuro
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Avremo quote d’aria.

Ne compreremo a metri cubi, la stiveremo in cantina dentro appositi recipienti pressurizzati.Ci saranno sistemi di ricircolo che la porteranno in tutte le case, in tutti gli uffici. Tunnel di vetro uniranno ogni ambiente abitato, le città saranno immense distese di tubi in cui ci muoveremo come formiche.

Confonderemo il fuori e il dentro, fino a che il fuori per noi non avrà più alcun senso.

Avremo bolle morbide di plastica personalizzate per muoverci nei grandi spazi. Enormi polmoni come quelli degli astronauti ci seguiranno a ogni passo.

All’inizio ricorderemo con nostalgia l’aria salmastra o l’aria di neve. Per i nostri figli queste idee non avranno invece alcun senso. Per loro l’aria sarà solo un ricircolo, un bottone da premere, una dialisi a cui ci si rassegna.

Dacci oggi la nostra quota d’aria quotidiana, diranno nelle chiese.

Non tutti potranno comprarsela. I poveri respireranno l’aria usata che uscirà dai tubi delle case. I ricchi invece conserveranno gelosamente i costosissimi profumi e gli odori contenuti in boccette colorate. Il respiro di ogni posto, di ogni città, di ogni paese.

Tutti gli altri vivranno a metà, cercando di respirare a piccoli sorsi.

obama

Siamo ancora in tempo a togliere il cappio del petrolio che ci siamo messi al collo. Lo dico sottovoce a te, perché l’unico colore che per me conta è il verde delle tue idee.