Ci siamo. Manca una sola settimana alla partenza. Il countdown può ufficialmente cominciare.
Champagne! (...per brindare a un incontrooooo...con teeeeee che già eri di un altroooooo...)
Questa sarà una lunga lunga estate. Un mese lontano da qui. Ecchisselo ricorda, un mese di ferie?
Estate 2007: una settimana a Rodi a luglio, una settimana a Ischia ad agosto. Isole incantevoli. Rodi di mare, natura e storia. Affittiamo una macchina e ce la giriamo tutta da capo a piedi. Le spiagge deserte, il tempo per noi, le sere nel borgo medioevale illuminato dalle torce. Ischia di cuore e pelle, in modi diversi ci ha regalato quello che siamo oggi. Unico neo del fare due settimane distinte: sono più veloci della luce. Quando inizi a stare bene, a sentire il respiro rallentare, i muscoli del viso rilassarsi…ecco che sei già lì a rifare la valigia. E in un battibaleno ti ritrovi in ufficio.


Estate 2006: una settimana in Tunisia da sola. Per concludere quel 2006 importantissimo come era iniziato: da sola, guardandomi dentro, affrontando la vita su due piedi finalmente un po’ più radicati. Un’estate passata a lavorare in Decathlon (con laurea e master a osservarmi divertiti dalla parete del soggiorno) che sfocia in una vacanza passata con due ragazze di Desenzano mediamente scoppiate conosciute sull’aereo di andata. La loro stanza che odora di profumi e trucchi e loro che mi dipingono bella sorridente e leggera, pronta a ballare nei locali tunisini con strambi pugliesi che lavorano a Port El Kantaoui.

Estate 2005: Puglia, puglia e ancora puglia. Due settimane dal Gargano fino al Salento, da Peschici a Porto Cesareo passando per Santa Maria di Leuca. Visite agli amici sparsi in ogni dove. Marina, Ale, Sara e l’allegra combriccola parcheggiati a Margherita di Savoia, Antonella al blasfemo Santa-Maria-al-Bagno. Un mare devastante. Io che imparo a fare i tuffi dall’alto e metto maschera e boccaglio per inseguire i pesci. Un furgone parcheggiato sulle scogliere. Il castello di Federico II che si accoglie con la sua magia. Uelà…
Estate 2004: Francia. Due settimane tra Normandia e Bretagna. Un’immersione di luce grigia e azzurro polvere, malinconia. Se rinasco voglio fare il pescatore a Brest. Comprarmi una casa a Saint Malo, sulla costa spazzata dal vento. O in mezzo al verde di Rouen. Scrivere. E poi andare a Parigi solo per le presentazioni del libro, comprarmi un cappello, arrotolare le parole sotto la lingua. Oui, mon petite étoile…

Estate 2003: Arieccolo, finalmente, il mese di vacanza: i mio viaggio di laurea. 6.000 km in giro per l’Europa: Francia del sud, Spagna del sud, Portogallo tutto dalla coda alla punta e poi Spagna del nord fino ai Paesi baschi. Troppi posti, troppi nomi, troppa vita tutta insieme negli occhi e nelle mani per ricordare tutto. Alcaraz, un paese di terra rossa dimenticato da Dio e dagli uomini in Andalusia. Sagrés e le sue scogliere di quaranta metri a picco sull’oceano. Lisbona, regale luminosa e piena di respiro. Obidos, Coimbra, Fatima. E poi Porto, arrampicata sulla terra e assediata dall’acqua, la Napoli del Portogallo con i vicoli stretti e l’espressione fiera. La Coruña e la luce tagliente del tramonto. Bilbao, San Sebastian e Zarautz, abiti per le mie storie.
Ed eccoci qui, dopo cinque anni: c’è di nuovo un mese di fronte a me. Giorni e tempo vuoto, da occupare o lasciare scorrere come olio sulla pelle troppo secca. Per ritrovare la mia morbida lucentezza.
Un mese per leggere, nuotare, dormire, camminare, scrivere, ridere, fare l’amore.
Me lo merito.
Au revoir....